MONDIALE CARPFISHING 2016

VAPI 02Era stato preparato veramente con cura l’approccio al mondiale nella terra dell’Esagono: Lac de Bourdon.  Ai primi di maggio fummo invitati dalla Federazione Francese a partecipare ad una sorta di competizione amichevole proprio laddove si sarebbe svolto il mundial carpfishing 2016; a questo pre-mondiale presero parte ben altre 5 squadre nazionali (Inghilterra, Lettonia, Ucraina, VAPI 01Olanda e ovviamente Francia). Si trattava di una grande opportunità; una invidiabile occasione per poter scoprire i segreti, o meglio, le particolarità di quel lago artificiale situato in Bourgogne-Franche-Comté dans le département de l’Yonne; il quale è anche chiamato  réservoir du Bourdon  ou encore « lac réservoir ». In definitiva questo suggestivo lago che si distende sui CAMO 05territori dei comuni di Saint-Fargeau et Moutiers-en-Puisaye, è nato da uno sbarramento creato nel 1901 per alimentare le canal de Briare. A parte questo inciso, le acque del Bourdon, in linea di massima, non erano ancora famose; tuttavia, nel breve periodo, lo sarebbero comunque diventate. La nostra prima pescata al Bourdon andò più che bene. Infatti, le tre coppie azzurre cheCAMO 06 presero parte a quel meeting-competizione misero in  secco molteplici pesci; il ché faceva ben sperare in previsione del gara ufficiale che si sarebbe svolta dal 20 al 24 di Settembre.  Ad Agosto con il capitano Mauro Mittino e Stefano Ricci Maccarini siamo tornati a fare un ulteriore sopraluogo al campo gara e, si visionarono, anche, i luoghi dove saremmo stati alloggiati. Inoltre, VAPI 04focalizzammo alcuni punti logistici che sarebbero stati fondamentali prima e durante il Mondiale. In seguito, e più precisamente il 20 e il 21 Agosto, noi della Nazionale Azzurra facemmo un’ultima seduta di pesca presso i laghi Cesena di Pordenone; in verità, costituì la circostanza ideale per affilare le armi: mettere a punto le strategie più idonee, e soprattutto, si deciseCAMO 03 su quali esche puntare considerando che al Bourdon l’attività di disturbo dei pesci gatto risulta esponenziale. Durante quella due giorni si è anche deciso chi non avrebbe gareggiato, in sostanza i due atleti di riserva; purtroppo, uno dei non “titolarinon accettò quel ruolo da non protagonista e, così, rinunciò a vestire la maglia azzurra (ciò andava ad escludere anche l’altro VAPI 05componente della coppia). Al loro posto sono stati convocati il veterano Riccardo Carinelli e il Mattia Fantin: debuttante “in versione mondiale”. Siamo partiti per la Francia in 11 e nello staff tecnico è stato impreziosito dal capo della spedizione Fernando Landonio; il quale, oltre ad essere responsabile del settore gode di una grande esperienza e fra l’altro dirige sapientemente sia la Nazionale Disabili e quella dei Master.

Saint Fargeau: sede logistica

VAPI 03Il lago era basso di livello ma non troppo; comunque gli organizzatori hanno dovuto fare i salti mortali per sistemare con regolarità ben 78 box, in virtù delle 26 nazioni iscritte (comprese le “neofite” Galles e Georgia). Di anno in anno, sono sempre di più le nazionali che prendono parte al mondiale e, tutto ciò, sta a significare che il carpfishing agonistico è in piena espansione. Durante il sorteggio, che come sappiamo ha un’enorme importanza, teniamo le dita incrociate. L’estrazione a sorte destina al picchetto A3 la coppia Ivano De Bortoli-Alessandro Crosato, al picchetto B12 il duo Linari-Prandin (Pigna e  Prando), e, nel settore C, a Stefano Ricci Maccarini (Bubi)-Mattia Pirazzoli tocca il picchetto 20. Pronti via e la coppia Pigna e Prando mette a guadino una carpa sugli 8 kg e, poco dopo, un altro strike; si tratta di una cattura pesante. Questo magnifico pesce sarà la big della manifestazione:CAMO 02 una specchi che ferma l’ago della bilancia sui 16,8 kg. Inizio, davvero scoppiettante dei due atleti azzurri che fanno registrare, nelle prime ore di gare, una terza cattura e la quarta carpa la mettono in secco durante la notte. Nel settore A, pur gettando tutto sul campo, gli esperti Ivano e Alessandro non hanno visto alcuna abboccata, così come altre 4 coppie alla loro sinistra; ciò sta a significare che quella zona non veniva presa in considerazione dalle carpe o perlomeno non suscitava ad esse interesse. Stefano e Mattia dopo un inizio complicato, in quanto nel loro settore pascolavano parecchi pesci gatto, incominciano a fare, nel proseguo, catture con una certa regolarità; tanto che i nostri due atleti si giocano fino al termine il 1°/2°/3° posto del sub-settore (settore diviso in 2 parti per assicurare una maggiore uniformità). Quando ci sono ancora all’incirca 15 ore di pescaCAMO 01 disponibili, siamo al 6° posto a squadre, nonostante, una nostra coppia (nel settore A) non abbia fatto registrare catture. Confidavamo nel rush finale ma, a parte il settore C, negli altri due box italiani non si verificheranno partenze. Bubi e Mattia proprio sul filo di lana vengono scavalcati dai russi; la coppia sovietica con un’ultima cattura in extremis soffiano ai nostri connazionali il primato. Dopo 72 ore di gara il mondiale 2016 emetteva il seguente verdetto: Russia campione davanti alla Lituania e conquista il terzo posto la Romania. I francesi stravincono sia nel subsettore A e sia nel B; tuttavia, per le penalità accumulate nel settore C, l’Equipe Carpe France non sale sul podio a squadre, anche se, lo avrebbe ampiamente meritato. A Noi un 11° posto finale sta strettissimo, ma onestamente ritengo che abbiamo fatto tutto il possibile considerando che i box di nostra competenza non erano di certo fra i migliori. L’organizzazione francese è stataCAMO 04 impeccabile dall’inizio alla fine e, il gran gala finale ha costituito l’occasione per festeggiare ancora i vincitori e non solo. Infine, durante la cerimonia di chiusura si è avuta anche la possibilità di vedere, sul maxi schermo, le immagini relative al Lago Ungherese dove si disputerà il Mondiale Carpfishing 2017. Anche quest’anno abbiamo avuto la certezza che la nostra squadra è unita; speriamo che la prossima volta, questo fantastico gruppo abbia modo di mostrare il proprio valorefortuna permettendo.

a cura di Vanni Pirani

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